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Ascolto il ministro della Salute mentre comunica al Parlamento ed agli italiani che la situazione della pandemia è ancora terribilmente seria. Dice che “sta montando una forte tempesta” anche se, per fortuna, abbiamo cominciato con la complessa fase vaccinale.

Di fronte a questo quadro allarmante penso che aprire una crisi politica sia del tutto irragionevole. Lo dico da medico, lo valuto da quel che vedo in Italia e nell’Unione europea.

Tutte le forze politiche, i protagonisti di primo piano del confronto politico e parlamentare, si devono rendere conto che lunghe settimane di crisi arrecherebbero un danno solo agli italiani. Il Paese non può, in questa fase molto difficile da ogni punto di vista, assistere ad un scontro durissimo per il potere. Sarebbe un delitto imperdonabile.

Come ha detto, con indiscussa autorevolezza, il presidente della Repubblica, è il momento della costruzione.

Abbiamo varato nell’Ue, e anche in Italia, il Recovery Plan, che richiama nel nome – Next Generation EU – il destino delle nuove generazioni. Lavoriamo su questo, diamo tutti una spinta concreta all’utilizzo delle ingenti risorse messe a disposizione dall’Europa. Dopo verrà il tempo di tirare le somme e anche della battaglia politica ed elettorale.

Un appello al buon senso è anche un modo per dare un significato pregnante al confronto democratico.